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VandA sarà a Fano Passaggi festival con il libro: “Basta lacrimeVandA”

Data: 25/06/2023
Ora: 19:00 – 20:00
Luogo: ex Chiesa di San Francesco
Evento:

ALESSANDRA BOCCHETTI, “Basta lacrime. Storia politica di una femminista 1995-2000” (Vanda Edizioni)
L’Autrice conversa con FLAVIA FRATELLO (Giornalista, La7) TIZIANA RAGNI (Giornalista)

Basta lacrime. Storia politica di una femminista 1995-2000
di Alessandra Bocchetti, Vanda edizioni

«Chi scrive è nata donna e, a chiudere ogni possibilità di fuga, è diventata madre abbastanza giovane e ne ha capito il prIvilegio. Poi ha incontrato la storia delle sue simili e se ne è innamorata, vanto di non aver deciso guerre, stermini, persecuzioni.
Ha cercato di cambiare il mondo a cominciare da ciò che la circondava senza aspettare tempi migliori e proprio in questo pensa consista la sua libertà. Allontanare le donne dallo sfruttamento, dalla negazione, dal dolore e dai falsi amici, scoprirne la forza e la capacità di amare è stato l’impegno più grande della sua vita. Questi scritti sparsi restano per testimoniare la coscienza che bisogna essere instancabili per un compito tanto felice»

“Basta lacrime“ è un invito alle donne a uscire dalla trappola del vittimismo e a prendere finalmente coscienza della loro forza grande, inedita alla storia e troppo a lungo inespressa. Le donne hanno la potenza ma non il potere. Che fare a fronte di rapporti umani, società, politica, pianeta che hanno urgente bisogno di un cambiamento?
Di questo cambiamento le donne potrebbero essere il soggetto più umano.

“Basta lacrime” raccoglie lettere, articoli, interventi, saggi dal 1995 al 2000 dove il femminismo della differenza si mostra come filosofia, visione del mondo, politica, pratica quotidiana e stile di vita.

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Scheda libro “Mio figlio è femminista “

«Oggi tendiamo a dire alle nostre figlie che possono essere tutto ciò che vogliono: un’astronauta e una madre, un maschiaccio e una ragazza molto femminile. Ma non facciamo lo stesso con i nostri figli maschi. Alleviamo le nostre ragazze a combattere gli stereotipi e a perseguire i loro sogni, ma non facciamo lo stesso con i nostri ragazzi.»

(Claire Cain Miller, The New York Times)

«Se vi state chiedendo, essendo padre, madre o comunque punto di riferimento adulto di un bimbo o un ragazzo, se sia possibile trasferire le idee del femminismo in un giovane d’oggi, la mia risposta è decisamente sì.»

Monica Lanfranco, femminista, giornalista, ha avuto due figli maschi, si occupa da decenni di sessismo e formazione ed è convinta che educare fin da piccoli i bambini al rispetto dell’altra, persino a non aver timore di dirsi femminista, sia una straordinaria occasione per cambiare il mondo e dare una spallata alla cultura misogina.

Per arginare la violenza maschile sulle donne occorre cambiare le parole e le pratiche educative, occorre cambiare la cultura fin dalla base. Un ragazzo gentile alla volta può cambiare il mondo. E poi cosa c’è di più politico che crescere un figlio in modo diametralmente opposto al modello machista così che, una volta adulto, vada nel mondo senza riprodurre lo stereotipo virilista e misogino, sia un alleato delle donne che incontra nel suo – e nel loro – percorso di emancipazione e libertà, liberandosi a sua volta dal patriarcato!

Come ha detto Emma Watson alle Nazioni Unite nel discorso d’investitura come testimonial della campagna HeforShe, il mondo ha bisogno di uomini femministi, e anche di femministi involontari.

In questo libro, serio, leggero e a volte ironico, troverete suggerimenti, idee e sollecitazioni su come guidare i vostri figli, o i cuccioli di uomo che state allevando, a usare uno sguardo divergente, curioso ed empatico verso l’altra da sé, per trovare il loro posto nel mondo come uomini disertori del patriarcato.

Monica Lanfranco, giornalista, scrittrice e formatrice, conduce corsi sulla comunicazione e il linguaggio non sessista, la storia del movimento delle donne, la risoluzione nonviolenta dei conflitti nel lavoro e nelle dinamiche collettive. Nel 2008 ha fondato Altradimora, luogo di seminari e incontri con ottica femminista. Dal suo libro Uomini che odiano amano le donne. Virilità, sesso, violenza: la parola ai maschi (2012) è nato il primo laboratorio di teatro sociale italiano per uomini, Manutenzioni-Uomini a nudo. Tra le pubblicazioni più recenti, Crescere uomini (2019) e, per VandA edizioni, Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo (2021). Dal 1994 dirige il trimestrale femminista Marea.

www.monicalanfranco.it

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Incontro sul libro “Il corpo lesbico”

A cinquant’anni dalla pubblicazione, questo testo continua a parlarci e a produrre nuove interpretazioni. Wittig, con l’uso sperimentale del linguaggio, disgrega la costruzione simbolica patriarcale eteronormata del corpo femminile. Vogliamo riflettere sulla dimensione politica, letteraria e storica di questo testo. E su come la “passione attiva” di Wittig possa unire e ispirare posizioni apparentemente inconciliabili, creando spazi inediti.
In dialogo Deborah Ardilli, traduttrice e studiosa dei movimenti femministi, e Giorgia Basch, art director e visual practitioner.

Mercoledì 7 giugno 19:00-20:30
Il corpo lesbico di Monique Wittig, a cura di Deborah Ardilli
Libreria della donne di Milano Via Pietro Calvi 29, Milan

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Il mio nome è Aoise

“Si strinse a Prudence che dormiva con lei. Il suo corpo era enorme, un infinito complesso privo di proporzioni: le mani, le gambe, le braccia, i seni generosi, la pancia, il naso che le cascava sul viso, gli occhi neri che ricordavano gli anfratti delle savane. Emanava odore di casa, di terra nigeriana.”

Buongiorno Book Lovers oggi vi parlo di un libro molto particolare, il tema trattato è attuale e deve farci riflettere.
Mentre mi dedicavo alla lettura di questo libro mi è capitato di vedere un programma dove l’argomento era proprio quello del libro, la tratta delle donne da sfruttare per la prostituzione.
Il mio nome è Aoise” di Marta Correggia è un libro che racconta la verità nella sua crudezza, nella sua crudeltà, parole, quelle scritte, che ci fanno percepire le atrocità e la sofferenza che queste donne subiscono e sentono, ci fanno capire come le credenze popolari sono ancora un mezzo di corruzione e di manipolazione delle menti di queste donne, che colpiscono la loro semplicità, i loro affetti, il loro credo. L’autrice con il suo linguaggio semplice e scorrevole riusce a portare il lettore in quel mondo fatto di corruzione, cattiveria, di sfruttamento.
Il mio nome è Aoise” racconta la vita di una giovane donna nigeriana costretta a lasciare il suo villaggio, la sua terra, la sua famiglia per raggiungere un paese lontano, un sogno, un lavoro onesto che le permetta di aiutare la sua famiglia. Aoise ha perso il padre, unica fonte di sostentamento per la famiglia, i piccoli lavoretti suoi, della madre e dei fratelli non sono sufficienti a volte neanche per comprare qualcosa da mangiare. Un giorno le viene presentato un uomo che offre denaro per il viaggio di Aoise verso l’Italia dove lavorerà come parrucchiera, con lo stipendio potrà estinguere il debito e inviare denaro a casa. Per assicurarsi il saldo del debito la ragazza viene sottoposta ad un rito, se lei non rispetterà le regole, non salderà il debito, gli spiriti faranno qualcosa di male alla sua famiglia.
L’autrice racconta in maniera molto dettagliata il rito a cui la protagonista è sottoposta, il viaggio che affronta dalla Nigeria all’Italia, la traversata, i pericoli, fino a quando Aoise si ritroverà in un’abitazione di Castel Volturno e scoprire che è stata venduta per prostituirsi. Da quel momento in poi Aoise non ha più una vita, non ha più sogni, non ha più un corpo suo, non ha più un nome. Aoise diventa Erabon.

“Mentre i suoi ricci cadevano a terra uno dopo l’altro, Erabon immaginò che ad ogni ciocca era un pezza della sua vita di prima che veniva reciso.”

L’autrice, Marta Correggia, riesce perfettamente a dividere Aoise da Erabon. Quando parla di Aoise il racconto è poetico, gioioso, anche se parla di una vita di povertà, ci sono quelle piccole cose, quei racconti del nonno, la famiglia riunita, gli insegnamenti del papà, i primi amori, la scuola che lei ama tanto, che rendono Aoise felice di vivere, vivere la semplicità del suo piccolo villaggio. Erabon, il racconto diventa crudo, freddo, spietato, crudele. Erabon non è felice, cerca di ritagliarsi piccoli frammenti nascosti di gioiosità, in quel momento ritorna ad essere Aoise. Aoise è libera. Erabon non è libera. Erabon è una schiava. Erabon è la schiava di uomini che vogliono solo pagare per fare sesso. Erabon è una puttana.
Ma Erabon può tornare ad essere Aoise? Che prezzo ha la libertà? È vero quello che le hanno raccontato degli spiriti malvagi che si vendicano? Le credenze rendono liberi?

Anche in luoghi oscuri entra la luce, lieve, sotto forma di un piccolo raggio, per Erabon la luce si chiama Francis. Con Francis Erabon ritorna ad essere Aoise. Francis le racconta il profumo della libertà. Francis le fa un piccolo regalo, una radio con le cuffie, che potrà ascoltare di nascosto. La musica è libertà, è la sua terra. La musica racconta la nostalgia, la lontananza, i ricordi. La musica porta amore nel cuore di Aoise.

“Era il colore delle cose che cambiava, le pareti si allungavano e il bagno diventava il salone di un castello, il lavandino una sorgente di acqua fresca in mezzo al bosco. La bellezza entrava sotto forma di un sogno musicale nella testa di Erabon che diventava Aoise per il tempo di un giro di do e di un accordo di settima, diventava aria, si alzava sopra le nuvole e poi tornava a essere terra.”

Il mio nome è Aoise” un romanzo che porta il lettore a riflettere, a pensare, pur essendo un romanzo di “fantasia” rispecchia la realtà. Tutti i giorni sulla nostra costa arrivano, senza che noi lo sappiamo, tante Aoise. Affrontano un viaggio verso la schiavitù non la libertà, verso la falsità non la verità. Più si allontanano dalle coste del loro paese più perdono un pezzo del loro essere. Più diventano, a loro insaputa, Erabon. Esiste anche un’altra dura realtà e verità non tutte le Erabon ritornano ad essere Aoise. Perché la verità spesso fa male, è difficile da affrontare, ma è il prezzo da pagare per essere liberi.
Erabon dovrà accettare la verità, dovrà capire di chi fidarsi, dovrà fidarsi nuovamente di chi non conosce.

Aoise spesso quando non è felice pensa al padre, alle passeggiate in cerca di erbe mediche per curare i malati del villaggio, lei ha imparato i segreti di queste piante ma il padre le ha insegnato altro. Anche i racconti del nonno e le poche parole dello zio le hanno insegnato qualcosa. Spesso ascoltiamo e non sappiamo che un giorno quelle parole ci saranno utili.

“…a guardare il sole che filtra tra gli alberi nelle foreste più scure, a pregare gli dèi e a non arrendersi mai.”

Nei nostri momenti bui, di sconforto ricordiamoci di quel breve momento in cui il sole filtra tra gli alberi, breve ma allo stesso tempo intenso, sfuggente, che ci regala pace, gioia, serenità, vita. In quei momenti ricordiamoci…”Il mio nome è Aoise”.

Giudizio finale:

Casa editrice: VandA edizioni
Prezzo: € 18,00
Pagine: 270

Buona lettura

Recensione a cura di Marta Bianchi. E’ possibile vedere per integrale l’intervista sul sito sottostante.

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A proposito di Elena di Giuseppina Norcia

Voce alle Donne

recensione di Emma Fenu

a proposito elena

A proposito di Elena è un narrazione polifonica, che fonde saggio, piece teatrale e racconto, scritto da Giuseppina Norcia ed edito da Vanda nel 2020.

Di cosa tratta A proposito di Elena?

Fa paura Elena.
Elena dea. Elena bellezza perfetta.
Elena proiezione dell’immaginario maschile.  Elena specchio della violenza della guerra.
Elena doppia. Elena Luna, multiforme e mutaforme.
Elena Donna.

La sua storia racconta cosa gli uomini sono capaci di fare per il possesso. Possesso di una città, di un corpo. Possesso che è abuso, violenza.

Elena odiata dagli uomini sedotti, a fare i conti con i propri mostri, e dalle altre donne. Se l’è andata a cercare, Elena, non è vittima sacrificale come Ifigenia o emblema del coraggio come Antigone.

Elena è rea di essere bella e viva. Imperdonabile.

Non importa se fu stuprata a dodici anni e restituita, come un corpo di bambola, da Teseo.

Non importa se viene rapita e altri decidono una guerra, non lei.

Non importa se disprezza Paride ed è costretta a concedersi.

Non importa se ha un’opinione. Nemmeno le donne hanno orecchie per la storia di Elena.

Solo una donna la difende, la saggia Penelope, quella che sa attendere: sa che è vittima dell’inganno divino che conduce alla follia e sa che non può dire né fare nulla, figuriamoci  se scatenare una guerra. La guerra è la follia degli uomini.

Gli uomini devono essere belli: la frase kalòs (bello) e agathòs (buono) diventa stereotipo: le qualità morali si esplicitano in quelle esteriori.

Ma Elena è una seduttrice pericolosa: in lei si ritrovano Ecate, Persefone e, soprattutto Artemide. E Eva?

Perchè leggere A proposito di Elena?

A proposito di Elena è un libro dalla bellezza travolgente. Seduce con storie, voci, richiami interni al testo, impliciti ed espliciti, connessioni che ricuciscono il mito con la cronaca e raccontano delle donne, non di una, e del corpo di tutte.

Non ho sintetizzato i vari argomenti trattati in modo puntuale e avvincente nei capitoli e l’intersecarsi di voci e storie e urla. Spetta a voi. Necessario è ascoltare, accogliere, comprendere.

L’epilogo invita alla rinascita. Si muore quando le proprie parole sono cancellate e dimenticate, ma si vive nel ventre di ogni storia raccontata dopo millenni di assenza e silenzio imposto.
Sia Voce a Elena, dunque e finalmente.
Sia Voce alle Donne, dunque e finalmente.
Link d’acquisto

Sinossi

Personaggio controverso e fascinoso, emblema della bellezza pericolosa, Elena di Sparta è portatrice di una complessità che ci sfugge.

Crediamo di conoscerla, eppure, per certi versi, di Elena non si sa niente.

Si sa, invece, l’effetto che fa sugli altri, al punto – così si dice – di aver causato una guerra.

Chi ha paura di Elena, dunque, e perché? Qual è la verità su di lei?

Desiderata e temuta dagli uomini, disprezzata dalle donne, apparentemente Elena non riabilita il femminile, non si presta a essere un’eroina da imitare come Antigone o Ifigenia, donne del coraggio e del sacrificio.

Così sembrerebbe. Ma andando alle radici sembra disvelarsi la possibilità di una storia diversa e di un’altra bellezza.

Perché fra le pieghe della Storia esiste sempre un’altra storia, soprattutto se il soggetto è donna.

Titolo: A proposito di Elena
Autore: Giuseppina Norcia
Edizione: Vanda, 2020

Recensione a cura di Emma Feru. E’ possibile vedere per integrale l’intervista sul sito sottostante.

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Alla scoperta della storia delle Principessa Valdina di Palermo

L’VandA ti invita tutti al suo evento speciale il 26 maggio 2023 alle ore 17:30. Si terrà la presentazione del libro “Lo scandalo della felicità. Storia della principessa Valdina di Palermo”, pubblicato da VandA edizioni.

L’incontro si svolgerà online e avremo il piacere di avere con noi l’autrice Pina Mandolfo. L’evento sarà introdotto da Floriana Coppola e Margherita Cogo. Inoltre, Marzia Benazzi e Paola Cavallari dialogheranno con l’autrice.

Per partecipare, vi preghiamo di utilizzare il seguente link Zoom: http://bit.ly/ZoomPinaMandolfo26052023

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Grazie Torino

Il Salone del libro di Torino si è appena concluso, tre giorni intensi che hanno lasciato un’impronta indelebile. Siamo stati entusiasti degli incontri con voi, lettrici, che sono andati oltre le semplici conversazioni, regalandoci momenti di scambio profondi e preziosi spunti per il futuro. Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno visitato il nostro stand e partecipato ai due eventi organizzati.

Continuate a seguirci sui nostri canali social per rimanere aggiornati su tutte le novità.

Non vediamo l’ora di rivedervi al prossimo evento!

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Ultimi giorni per scoprire con l’autrice MariaGiovanna il potere Tarocchi Genziana dell’Inconscio.

I Tarocchi Genziana dell’Inconscio aiutano nella lettura di sé con un gioco piacevole e profondo: per comprenderli meglio e iniziare a usarli VandA regala a chi acquista un mazzo di queste carte una sessione individuale online con MariaGiovanna Luini, la loro ideatrice.

Fino al 22 maggio l’acquisto di una scatola di Tarocchi Genziana dell’Inconscio sul sito di VandA dà diritto a un incontro di un’ora con MariaGiovanna Luini in modalità remota: si riceve un seminario personale che spiega l’uso dei Tarocchi e la loro potenza sulla lettura dell’inconscio.

Acquista ora i tarocchi Genziana dell’Inconscio e condividi l’acquisto sui social taggando @vanda.edizioni

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VandA al salone del libro di Torino

Siamo lieti di annunciare che VandA Edizioni sarà presente al Salone del Libro di Torino, uno degli eventi culturali più importanti dell’anno. Saremo entusiasti di accogliervi presso il nostro stand dal 18 al 22 maggio.

Durante questi giorni emozionanti, avrete l’opportunità di scoprire le nostre ultime pubblicazioni, incontrare autori di talento e immergervi nel meraviglioso mondo della letteratura. Il nostro stand sarà allestito con cura, offrendo una vasta selezione di libri che spaziano tra vari generi e tematiche.

I nostri esperti saranno a vostra disposizione per consigliarvi e suggerirvi le letture più adatte ai vostri gusti. Sarà un’occasione unica per interagire direttamente con gli autori, partecipare a sessioni di autografi e ascoltare interessanti presentazioni e dibattiti.

Non vediamo l’ora di condividere questa esperienza con voi e di festeggiare insieme la passione per i libri. Vi invitiamo a venire a trovarci presso il nostro stand al Salone del Libro di Torino, dove vi aspetteranno tante sorprese e momenti indimenticabili.

Segnatevi queste date sul calendario e preparatevi a vivere un’esperienza letteraria unica. Saremo lieti di darvi il benvenuto al Salone del Libro di Torino dal 18 al 22 maggio. Non mancate!

VandA Edizioni
Salone del Libro di Torino
18-22 maggio 2023

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Buono da leggere

VandA adersice all’iniziativa promossa dalla regione Piemonte. Per i ragazzi dai 14 ai 24 anni residenti in Piemonte, un buono dal valore di 10 euro da spendere durante il salone del Libro di Torino.

Un’occasione per ampliare la tua biblioteca personale o scolastica e per tornare dal Salone con un libro in mano. 

Richiedi il tuo buono da leggere da 10 euro da spendere in libri presso il nostro stand!( al padiglione 2 stand N32-P31)

Come ogni anno torna il Buono da leggere. Nei cinque giorni del Salone, grazie al sostegno della Regione Piemonte, verranno distribuiti 13.000 Buoni dal valore di 10 euro per promuovere la lettura: 

  • un buono da leggere di 10 euro per i ragazzi dai 14 ai 24 anni domiciliati in Piemonte che vengono in visita al Salone
  • un buono da leggere di 10 euro per gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado che vengono in visita al Salone con i loro docenti
  • 10 buoni da leggere per un totale di 100 euro per le classi di scuola d’infanzia e primaria in visita al Salone 

Hai tra i 14 e i 24 anni e vivi in Piemonte? Scopri come ottenere il buono

Scarica il tuo voucher e, munito di un documento di identità e del tuo biglietto di ingresso, vai al punto di ritiro all’interno del Salone, in galleria visitatori. Ti verrà consegnato un Buono che potrai spendere nel nostro stand al padiglione 2 stand N32-P31

Scarica ora il tuo buono!

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Grazie Catania Book Festival

Sì è appena concluso il Catania Book festival. 3 giorni ad alta intesità, che hanno lasciato un segno indelebile. Tatissimi gli incontri con voi lettrici: dallel semplici conversazioni a profondi momenti di scambio che ci hanno donato spunti preziosi per il futoro. Grazie a chi ci è venuto a trovarci allo stand e ai numerosi che hanno partecipato hai due eventi organizzati.

Continuate a seguirci sui nostri canali social

Ci rivediamo al prossimo evento !

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Seminario personale con l’autrice dei Tarocchi Genziana del’inconscio.

VandA regala a chi acquista i Tarocchi Genziana del’inconscio una sessione individuale online con MariaGiovanna Luini, la loro ideatrice.

Dal 28 aprile al 22 maggio l’acquisto di una scatola di Tarocchi Genziana dell’Inconscio sul sito di VandA edizioni dà diritto a un incontro di un’ora con MariaGiovanna Luini in modalità remota: si riceve un seminario personale che spiega l’uso dei Tarocchi e la loro potenza sulla lettura dell’inconscio. 

Acquista ora i tarocchi Genziana dell’Inconscio e condividi l’acquisto sui social taggando @vanda.edizioni!

 

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Incontro con l’autrice Pina Mandolfo autore del libro ” lo scandalo della felicità”

Martedì 9 maggio 2023 ore 19:00 presso il locale la Societé di Siracusa si terrà un piacevole incontro sul libro ” lo scandalo della felicità” scritto da Pina Mandolfo. Oltre all’autrice parteciperà Giuseppina Norcia, le letture saranno a cura  di Nadia Spicuglia Franceschi. Vi aspettiamo numerosi!

Se vuoi leggere il libro ordinalo ora: lo scandalo della felicità

Cosa😀: incontro con l’autrice Pina Mandolfo, autore del libro ” lo scandalo della felicità”

Quando🕝 : martedì 9 maggio 2023

Dove🏚️: Via Roma 26, Ortigia – Siracusa

Perchè⁉️: per conoscere l’autrice e fare un piacevole dialogo sui temi del femminsimo, e l’indipendenza della donna.

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Alla scoperta dei Tarocchi Genziana dell’Inconscio

I Tarocchi Genziana dell’Inconscio aiutano nella lettura di sé con un gioco piacevole e profondo: per comprenderli meglio e iniziare a usarli VandA regala a chi acquista un mazzo di queste carte una sessione individuale online con MariaGiovanna Luini, la loro ideatrice, 

Dal 28 aprile al 22 maggio l’acquisto di una scatola di Tarocchi Genziana dell’Inconscio sul sito di VandA edizioni o allo stand del Salone del Libro di Torino dà diritto a un incontro di un’ora con MariaGiovanna Luini in modalità remota: si riceve un seminario personale che spiega l’uso dei Tarocchi e la loro potenza sulla lettura dell’inconscio. 

E per chi sarà al Salone di Torino sabato 20 maggio MariaGiovanna sarà al nostro stand dalle 10 alle 16 incontrerà le lettrici e le persone curiose di conoscere tutti i libri di VandA

Acquista ora i tarocchi Genziana dell’Inconscio e condividi l’acquisto sui social taggando @vanda.edizioni!

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Incontro con Marta Correggia autrice del libro ” Il mio nome è Aoise”

Venerdì 5 maggio 2023 ore 18:00 presso la Libreria Hoepli di Milano si terrà un piacevole incontro sul libro ” Il mio nome è Aoise” scritto da Marta Correggia . Oltre all’autrice saranno presenti: Elena Masetti Giudice Tribunale di Milano, Nando dalla Chiesa scrittore e sociologo, Ferruccio Pinotti giornalista e scrittore

Se vuoi leggere il libro ordinalo ora: il mio nome è aoise

Cosa😀: incontro Marta Correggia, autrice del libro “Il mio nome è Aoise”

Quando🕝 : venerdì 5 maggio 2023

Dove🏚️: Libreria Hoepli, Via Hoepli 5, Milano

Perchè⁉️: per conoscere l’autrice e scoprire la straordinaria storia della protagonista del libro.

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Vanda al Catania Bookfestival

Dal 5 al 7 maggio si terrà il Catania book festival: VandA partecipa con il proprio stand (passate a trovarci!) e propone due presentazioni imperdibili.

Le presentazioni in programma sono:

Il corpo lesbico – romanzo
Sabato 6 maggio, ore 17:30
Sala Vulcano

Il mondo sfavillante  – viaggio sentimentale nei luoghi del mito
Domenica 7 maggio, ore 17:30
Sala Vulcano

Se vuoi leggere il libro ordinalo ora: il corpo lesbico e il mondo sfavillante

Ti aspettiamo, vieni a trovarci presso il nostro stand e partecipa ai nostri eventi. Non ti dimenticare di condividere l’evento sui social taggando VandA edizioni .

Cosa😀: Catania book festival

Quando🕝 : dal 5 al 7 maggio 2023

Dove🏚️: centro fieristico le ciminiere Catania

Perchè⁉️: per conoscere i nostri saggi e romanzi, e per partecipare alle presentazioni dei nostri libri.

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Recensione – Il corpo lesbico

Un corpo che si chiama desiderio. Wittig ritradotta

di Jamila Mascat, articolo su Nazione Indiana

VandA ha recentemente ripubblicato Il corpo lesbico di Monique Wittig nella traduzione di Deborah Ardilli, che ne ha anche curato l’introduzione.

Qui di seguito l’incipit dell’introduzione e del libro.

di Deborah Ardilli

All’interno del romanzo di formazione della generazione che, nell’ultimo scorcio del Novecento, ha tentato l’assalto al dominio patriarcale, Monique Wittig occupa il posto riservato alle grandi esploratrici, alle intrepide che prendono il largo per inoltrarsi in mare aperto, in attesa di essere raggiunte da chi è rimasta indietro. «Wittig è stata il nostro primo spaesamento culturale», ha scritto Simonetta Spinelli (2001) rievocando la forza d’urto di una scrittrice* capace di far deflagrare assetti categoriali ritenuti intangibili e, perciò stesso, di suscitare reazioni contrastanti nella generazione femminista e lesbica degli anni Settanta. In generale, non è affatto raro che il disorientamento provocato dall’incontro con l’inaudito dia luogo a risposte divergenti, sospese tra i poli estremi dell’accettazione senza riserve e del rifiuto pregiudiziale. Lo spaesamento può essere la prima tappa di un’avventura politica e conoscitiva perseguita fino alle estreme conseguenze o, viceversa, può indurre l’attivazione di meccanismi difensivi finalizzati a neutralizzare l’agente estraneo insinuatosi in un sistema di credenze naturalizzate. In particolare, se si volge lo sguardo alla prima ricezione italiana del Corpo lesbico, apparso in traduzione nel 1976 per le Edizioni delle Donne, salta agli occhi una pronunciata tendenza alla neutralizzazione.

Certo, il vantaggio prospettico della posterità impone un esercizio di carità ermeneutica nei confronti del lavoro di chi ci ha precedute: le valutazioni che oggi sono possibili, all’epoca erano precluse, o rese difficilmente udibili, da una serie di fattori contestuali che hanno pesantemente condizionato la ricezione italiana di Wittig. Nel 1976 non esiste ancora, nel nostro Paese, una vera e propria soggettività lesbofemminista e i contatti del movimento delle donne con l’area francese sono mediati quasi esclusivamente da incontri periodici con le donne di Psychanalyse et politique, il gruppo raccolto intorno all’autorità carismatica di Antoinette Fouque, avverso al riconoscimento politico del lesbismo e incline semmai a riferirsi a un’omosessualità primaria concepita in chiave psicoanalitica. Per Psychanalyse et politique, la funzione del movimento delle donne consisteva infatti nel riattivare l’originaria relazione madre-figlia in modo da farne la via maestra per il recupero della differenza femminile forclusa dall’ordine fallogocentrico. Era questa la forma archetipa dell’omosessualità individuata da Fouque, per altro convinta che non esistesse nulla di più falso della celebre affermazione di Simone de Beauvoir – successivamente ripresa da Wittig in chiave lesbica – secondo cui «donna non si nasce». A propria volta, la valorizzazione simbolica dell’omosessualità primaria e della libido femminile che le era connessa – una libido creandi assimilata in tutto e per tutto alla procreazione – era intesa da Fouque come tappa essenziale di processo più ampio, finalizzato alla costruzione di relazioni più “autentiche” con gli uomini, libere dal potere, fondate sull’amore e sull’avvento di una “vera” eterosessualità. Poste tali premesse, l’ostilità di Psychanalyse et politique era riservata alla tendenza femminista rivoluzionaria, rea di volersi liberare simultaneamente della discriminazione e della differenza sessuale, e a maggior ragione alla coscienza politica lesbica che, in quella tendenza, affondava le proprie radici. Il lesbismo politico, inteso come indisponibilità permanente allo sguardo maschile, come denuncia vivente dell’oppressione patriarcale, come possibilità incarnata di rimettere in questione la società eterosessuale e le sue istituzioni, rappresentava, all’interno del quadro politico e concettuale disegnato da Psychanalyse et politique, una provocazione inconcepibile o, al più, una fissazione di segno regressivo.

Nella battaglia delle idee, Antoinette Fouque poteva inoltre giovarsi di una risorsa egemonica come le éditions des femmes la casa editrice creata nel 1972 da Psychanalyse et politique, grazie ai generosi finanziamenti dell’ereditiera Sylvina Boissonnas, con l’obiettivo di promuovere la letteratura femminile rifiutata dalle case editrici mainstream e di creare un presidio culturale capace di fare da cassa di risonanza alla teoria della differenza sessuale.

L’ambiguità irrisolta tra la denigrazione del lesbismo, squalificato da Psychanalyse et politique come grottesca imitazione del modello maschile, e l’enfatica messa in scena dell’amore tra donne, è stata il binario ideologico su cui ha viaggiato Il corpo lesbico nella sua prima sortita al di qua delle Alpi: circostanza, questa, che ha impedito alle femministe italiane di apprezzare appieno la novità della visione politica del lesbismo tratteggiata da Wittig. Se la scrittrice francese intuisce precocemente la necessità di accelerare il passo per non lasciar rifluire la radicalità originaria del movimento, le italiane continuano invece a procedere con maggiore prudenza. Del resto, l’eco dei conflitti che infiammano il movimento di liberazione delle donne a Parigi, in particolare a partire dal momento in cui Wittig inizia a premere (senza successo) per la costituzione di un Fronte Lesbico Internazionale**, non raggiunge il nostro Paese: le prime manifestazioni di autocoscienza lesbica legate al femminismo si sviluppano in un contesto non toccato dalla «grande disputa tra le madri e le amazzoni» (Wittig e Zeig [1976] 2020, p. 51) che, a metà degli anni Settanta, porta la scrittrice ad allontanarsi dalla Francia e a stabilirsi negli Stati Uniti. Estranee ai quadri di riferimento entro cui si svolge la discussione fra le femministe italiane in quegli anni sono anche le premesse teoriche che, in Wittig, saldano l’affermazione del punto di vista lesbico all’attacco sferrato contro l’eterosessualità, intesa come sistema sociale fondato sull’appropriazione delle donne da parte degli uomini e come forma ideologica volta a giustificare, tramite la dottrina della differenza tra i sessi, tale appropriazione. Mancano ancora all’appello gli scritti in cui Wittig espone i lineamenti teorici della propria politica; e soprattutto manca, in Italia, un filone autoctono di femminismo radicale e materialista in grado di sintonizzarsi con la proposta della francese.

Date queste condizioni, sfugge una chiave interpretativa indispensabile per avvicinare Il corpo lesbico: nella pratica politica, letteraria e teorica di Wittig il lesbismo non denota un orientamento sessuale o un marchio identitario, non configura un’ennesima differenza essenziale candidata al riconoscimento. Esso si pone invece come negazione determinata di un rapporto sociale di oppressione e, perciò stesso, come punto prospettico privilegiato in vista della ricostruzione del contratto sociale al di là dei meccanismi costitutivi di alterizzazione e inferiorizzazione delle donne riprodotti nel contesto del dominio eterosessuale. Come ha sottolineato Christine Delphy, sua sodale all’interno delle Féministes Révolutionnaires e delle Gouines Rouges (le “lesbicacce rosse”) nei primi anni Settanta e poi ancora nei tre anni di vita della rivista Questions féministes (1977-1980), Wittig non è stata certo la prima scrittrice francese a far sapere di essere “omosessuale”: è stata invece la prima «ad aver collocato il lesbismo al centro della sua politica, e la sua politica al centro del lavoro di scrittura» (Delphy [1985] 2020). Al di fuori di queste coordinate, la prima ricezione italiana del Corpo lesbico risente di una provincializzazione profondamente equivoca del messaggio wittighiano. Ascritto d’ufficio al novero della “scrittura femminile”, il libro è presentato come un esempio di rivalutazione della differenza sessuale, alla sua figurazione del lesbismo vengono attribuite le fattezze di un’omosessualità onirica equivalente all’autoerotismo femminile e i presupposti di poetica che governano l’orchestrazione del testo passano clamorosamente inosservati.

[…]

*Wittig prediligeva per sé la denominazione écrivain (scrittore), in luogo del femminile écrivaine (scrittrice), per distanziarsi da esponenti dell’écriture féminine come Hélène Cixous, Luce Irigaray, Annie Leclerc e Chantal Chawaf, a cui imputa un fraintendimento naturalistico del lavoro di scrittura, ridotto alla stregua di una secrezione naturale. Ciò nonostante, al pari di altre studiose (per esempio Feole 2020), utilizzerò il sostantivo “scrittrice” per indicare Wittig, ferma restando la necessità di dissociare il termine da ogni riferimento alla “scrittura femminile” e al suo apparato categoriale: differenza, specificità, natura, produzione inconscia, rimandi metaforici alla generatività corporea. Sulla critica di Wittig all’écriture féminine, cfr. Wenzel 1981; Griffin Crowder 1983; Armengaud 1998; Lasserre 2018.

** Wittig inizia a pensare al progetto della costituzione di un Fronte Lesbico Internazionale nel novembre del 1974, in occasione della Conferenza Internazionale delle Donne di Francoforte, a cui partecipano 600 donne provenienti da 18 paesi. L’idea di una coalizione lesbica internazionale è la proposta politica che Wittig lancia per evitare un riassorbimento del movimento di liberazione delle donne all’interno dell’ideologia patriarcale, eventualità che nella Francia di quel periodo appariva tutt’altro che remota: il 1974, infatti, non è solo l’anno dell’esplosione pubblica dell’écriture féminine, ma anche quello della creazione del Segretariato di Stato sulla condizione femminile, istituito dopo l’elezione presidenziale di Valéry Giscard d’Estaing. La proposta, tuttavia, non sopravvive all’ostilità che Wittig incontra non tanto da parte di Psychanalyse et politique quanto da parte della componente maggioritaria delle Féministes Révolutionnaires. Per la ricostruzione di queste vicende, si vedano Turcotte 2003 ed Eloit 2018; 2019. L’amarezza e la disillusione di Wittig per gli esiti di quelle vicende hanno trovato una trasposizione letteraria in Paris-la-politique (Wittig 1999).

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Monique Wittig,  Il corpo lesbico

In questa geenna dorata adorata nera è tempo di dire addio m/ia molto bella m/ia molto forte m/ia molto indomita m/ia molto sapiente m/ia molto feroce m/ia molto dolce m/ia prediletta, a ciò che esse chiamano l’affetto la tenerezza o il grazioso abbandono. Ciò che ha corso qui, nessuna lo ignora, non ha nome per ora, che esse lo cerchino se ci tengono veramente, che si lancino in una battaglia di belle rivalità, cosa di cui i/o m/i disinteresso quasi completamente mentre tu puoi con voce da sirena supplicare qualcuna dalle ginocchia brillanti di venirti in aiuto. Ma lo sai, nessuna potrà sopportare di vederti gli occhi revulsi le palpebre tagliate gli intestini gialli fumanti spalmati nell’incavo delle tue mani la lingua sputata fuori dalla bocca i lunghi filamenti verdi della bile colanti sui tuoi seni, nessuna potrà sopportare l’ascolto della tua risata bassa frenetica insistente. Lo splendore dei tuoi denti la tua gioia il tuo dolore la vita segreta delle tue viscere il tuo sangue le tue arterie le tue vene i tuoi abitacoli cavi i tuoi organi i tuoi nervi la loro disgregazione il loro zampillo la morte la lenta decomposizione il lezzo il divoramento da parte dei vermi il tuo cranio aperto, tutto sarà per loro ugualmente insopportabile.

Se qualcuna pronuncia il tuo nome m/i sembra che le orecchie siano sul punto di caderm/i pesantemente a terra, sento il sangue surriscaldarsi nelle m/ie arterie, percepisco d’un tratto i circuiti che irriga, un grido m/i sale dal fondo dei polmoni per farm/i scoppiare, stento a contenerlo, i/o divento bruscamente il luogo dei più oscuri misteri, la pelle m/i si accappona e si copre di macchie, i/o sono la pece che brucia le teste assalitrici, i/o sono il coltello che squarcia la carotide delle agnelle neonate, i/o sono le pallottole delle mitragliatrici che perforano gli intestini, i/o sono le tenaglie arroventate al fuoco che tormentano le carni, i/o sono la frusta che flagella la pelle, i/o sono la corrente elettrica che folgora e paralizza i muscoli, i/o sono il bavaglio che imbavaglia la bocca, i/o sono la benda che copre gli occhi, i/o sono i lacci che legano le mani, i/o sono l’aguzzina forsennata galvanizzata dalle torture e le tue grida m/i eccitano tanto più m/ia prediletta perché le trattieni. A questo punto i/o ti chiamo in m/io aiuto Saffo m/ia incomparabile, damm/i a migliaia le dita che leniscono le ferite, damm/i le labbra la lingua la saliva che porta nel lento nel dolce nel velenoso paese da cui non si può fare ritorno.

Scopro che la tua pelle può essere rimossa delicatamente pellicola per pellicola, tiro, si solleva, si avvolge sopra le tue ginocchia, a partire dalle ninfe tiro, scivola lungo il ventre, sottile fino all’estrema trasparenza, a partire dai lombi i/o tiro, la pelle scopre i muscoli rotondi e i trapezi della schiena, si solleva fino alla nuca, arrivo sotto i tuoi capelli, le m/ie dita ne attraversano la massa, tocco il tuo cranio, lo tengo con tutte le dita, lo comprimo, palpo la pelle sull’insieme della scatola cranica, strappo brutalmente la pelle sotto i capelli, scopro la bellezza dell’osso lucente percorso da vasi sanguigni, le m/ie mani frantumano la volta e l’occipite dietro, le m/ie dita ora sprofondano nelle circonvoluzioni cerebrali, le meningi sono attraversate mentre il liquido rachidiano defluisce da ogni parte, le m/ie mani sono immerse negli emisferi molli, cerco il bulbo rachidiano e il cervelletto racchiusi sotto da qualche parte, ti ho afferrata ora tutta intera muta immobilizzata ogni grido bloccato in gola i tuoi ultimi pensieri dietro gli occhi chiusi nelle m/ie mani, il giorno non è più puro del fondo del m/io cuore m/ia amatissima.

Con i tuoi diecimila occhi tu m/i guardi, lo fai e sono i/o, non m/i muovo, ho i piedi completamente piantati nella terra del suolo, m/i lascio raggiungere dai tuoi diecimila sguardi o se preferisci dallo sguardo unico dei tuoi diecimila occhi ma non è lo stesso, questo sguardo immenso m/i tocca in ogni parte, esito a muoverm/i, se alzo le braccia verso il sole tu abbassi gli occhi di sbieco rispetto alla luce, scintillano ma tu m/i guardi oppure se vado verso l’ombra ho freddo i tuoi occhi non sono visibili là dove tu m/i segui neanch’i/o sono vista da te, i/o sono muta in questo deserto svuotato dei tuoi diecimila occhi più nero del nero in cui i tuoi occhi m/i apparirebbero diecimila alla volta neri e brillanti, i/o sono sola fino a quando sento come dei rumori di campane dei rintocchi si dice, tremo, ho le vertigini, m/i risuona dentro, m/i sconvolge, è la musica degli occhi m/i dico, sia che si urtino dolcemente e con violenza sia che da soli producano questi suoni molteplici, cado bocconi davanti o dietro da questa parte o dall’altra, gesticolo disordinatamente il tempo di capire che i/o non posso sfuggire alla molteplicità dei tuoi sguardi, ovunque i/o sia tu m/i guardi m/ia ineffabile con i tuoi diecimila occhi.

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Presentazione – Lo scandalo della felicità

Cinquant’anni per uscire dal convento: alla Casa delle donne il libro sulla storia vera di Vandina, monacata da bambina

Articolo originariamente comparso su La Repubblica

Lunedì 17 aprile, alle ore 18, alla Casa delle donne in via della Lungara, la presentazione de Il segreto della felicità, l’ultimo libro di Pina Gandolfo. L’autrice dialogherà con Francesca Comencini, Maria Rosa Cutrufelli, Laura Delli Colli

Alla Casa delle donne di Roma, si parla de Lo scandalo della felicità. È l’ultimo libro pubblicato da Pina Mandolfo, giornalista, scrittrice, regista che nel volume edito da VandA edizioni racconta la storia vera, ambienta nella Palermo del 1600, di Anna Vandina, la donna che fu monacata da bambina e trascorse quasi 50 anni della sua vita nel tentativo di ottenere un processo per sciogliersi (liberarsi) dal voto reliogioso. Alla fine Vandina ce la farà.

Ma la storia degli anni trascorsi nel chiuso di un convento si intreccia con i fatti più rilevanti della Palermo di epoca spagnola. Un racconto carico di tensione. 

“Di tutta la passione verso un personaggio femminile – dice Mandolfo, già autrice nel 1996 di Desiderio per Baldini&Castoldi – non comune, di cui ho voluto narrare la grandezza, descrivendone l’esemplarità di donna assoggettata ma non soggetta”.

Alla presentazione del libro, in programma lunedì 17 aprile alle 18 alla Casa delle donne di Roma, in via della Lungara, l’autrice dialogherà con Francesca ComenciniMaria Rosa CutrufelliLaura Delli ColliPatrizia D’Antona leggerà dei brani del libro. Coordina l’incontro Maria Palazzesi.