Pubblicato il

Recensione – Il mio nome è Aoise

A cura di Emma Fenu, comparsa originariamente su Cultura al Femminile

Il mio nome è Aoise è un romanzo di Marta Correggia, magistrata, edito da Vanda nel 2022.

Di cosa tratta Il mio nome è Aoise?

Aoise raccoglie erbe medicamentose nella foresta.

Erabon riceve una scarica di pugni in faccia.

Aoise corre nelle piantagioni di cacao.

Erabon sale su barcone in balia delle onde.

Aoise va a scuola ed ha la grafia più bella della classe.

Erabon si tinge le palpebre di azzurro e la bocca di rosso.

Aoise si addormemta sullo stuoino ascoltando le fiabe del nonno.

Erabon è corpo da macello, penetrato per tutto in giorno.

Aioise è la parte pura di Erabon, quella che credeva di fare la parrucchiera in Italia, di innamorarsi e diventare madre, di studiare l’italiano ed apprendere sempre più cose.

Erabon è la schiava del sesso, solo carne a cui hanno tolto perfino il nome, l’identità e la sacralità del ventre.

Ci sarà un giorno in cui Aoise, nel suo grembo che è stato di tutti, lascerà spazio ad Erabon, la chiuderà nelle sue viscere, lasciando che il passato sia storia.

Perché leggere  Il mio nome è Aoise?

Il romanzo racconta una delle tante vicende che coinvolgono le prostitute nigeriane: ragazze giovani e ingenue che affrontano un viaggio estenuante, si sottopongono a rituali magici per cui, se scappano. gli spiriti dei morti si vendicheranno sulla famiglia, vengono violentate e picchiate e infinr costrette a prostituirsi tutto il giorno fino a riscattare la liberta per la somma di 50.000 euro, una cifra enorme considerando che da sole sostengono le piccole spese e inviano denaro in patria.

Un libro crudo, straziante e poetico sul corpo delle donne, sull’uso di ciò che ancora viene considerato oggetto di piacere e possesso, e sulla rinascita. Da leggere.

Sinossi

Una volta arrivata a Castel Volturno, ad Aoise non rimane nulla, neppure il suo nome.

Lei e le sisters, Joy, Friday, e Prudence, hanno già giurato il Ju Ju e attraverso i riti sciamanici, le ragazze nigeriane restano vincolate per anni al loro destino di prostituzione.

Se disobbediscono, gli spiriti se la prendono con le loro famiglie.

E poi senza soldi, dove possono andare?

All’interno della Connection House, Aloise vive esperienze di estrema violenza. Ma in quell’inferno in terra si consumano anche sentimenti di amicizia, di complicità di protezione fra donne.

Donne come lei, ognuna con un nome, una faccia e una storia. Una storia vera, un romanzo sull’orrore della prostituzione e dello sfruttamento umano, ma anche sulla forza dell’amicizia e dell’amore, sul coraggio e su quella resistenza nutrita dalla speranza che possono portare anche le più disgraziate ragazze di Benin City a costruirsi una vita nuova, lontano dalla fame e dallo sfruttamento.

Pubblicato il

Giulia Mafai

Protagonista della cultura italiana del ‘900, terza e ultima figlia di Mario Mafai e Antonietta Raphael, sorella di Myriam Mafai, intraprende la carriera di costumista e scenografa a partire dal 1950 lavorando con alcuni dei registi più famosi del periodo tra cui Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Damiano Damiani e altri. È stata ideatrice e curatrice del Laboratorio del Carnevale di Venezia dal 1978 al 1985 e curatrice e organizzatrice di mostre di Arte e di Costume in Italia e all’estero. Ha pubblicato un prezioso e dotto volume “Storia del Costume dall’Età  Romana al Settecento” (Skirà , 2011), il romanzo “La ragazza con il violino” (Skirà, 2013) e il testo “Ebrei sul Tevere” (Gangemi, 2017).

Agenda rossa racconta del casuale ritrovamento di una vecchia agenda da parte di una giornalista che si metterà sulle tracce della legittima proprietaria: una storia feroce, tra fascisti e partigiani che, fra echi morantiani e squarci neorealisti, ci racconta la dura lotta che le donne di quella generazione hanno condotto per aprire la strada alla nostra emancipazione e alla nostra libertà.