Pubblicato il

Recensione di “Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo” di Stefano Marullo

Cliccando QUI potrete leggere una stimolante recensione scritta da Stefano Marullo su Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo di Monica Lanfranco, con interessanti spunti di riflessione storica e politica.

Pubblicato il

Intervista a Monica Lanfranco – BacktotheG8

Vi segnaliamo una bella intervista a Monica Lanfranco realizzata sul canale YouTube BacktotheG8. Si parla di Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo, di femminismo e del ruolo delle femministe all’interno degli avvenimenti del G8.

Potete vederla cliccando sull’anteprima del video qui sotto:

Pubblicato il

Recensione “Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo” su Noidonne

Sabato 19 giugno è stata pubblicata sul sito Noidonne una recensione di Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo di Monica Lanfranco, scritta di Giancarla Codrignani. Potete leggerla cliccando QUI

Pubblicato il

Intervista a Monica Lanfranco su Radio Popolare

Potete ascoltare di seguito l’intervista a Monica Lanfranco su Radio PopolareSui Generis, risalente a ieri, lunedì 7 giugno. Si è discusso del suo nuovo libro Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo, un racconto personale e politico sul femminismo al G8 di Genova.

Intervista di Monica Lanfranco su Radio Popolare (07/06/2021)

Pubblicato il

Presentazione di “Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo”

Il giorno 18 giugno, alle ore 20.30 si terrà una presentazione del libro Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo di Monica Lanfranco presso il giardino della biblioteca comunale di Conselice. Sarà possibile prendere parte all’evento anche online, cliccando QUI.

L’autrice Monica Lanfranco dialogherà con Nadia Somma, giornalista pubblicista fondatrice di Demetra donne in aiuto.

L’evento è organizzato da Demetra donne in aiuto e Shahrazad, in collaborazione con Nudm Conselice e il Caffè delle ragazze.

Pubblicato il

“Il Fallimento della Famiglia Nucleare” – incontro online con Mariam Irene Tazi-Preve

Mercoledì 16 giugno alle ore 17:00 si terrà un incontro online sulla piattaforma Zoom con Mariam Irene Tazi-Preve per discutere con lei del suo ultimo libro: Il Fallimento della Famiglia Nucleare (2021, Vanda Edizioni). Non perdetevelo!

Per prenotarsi gratuitamente all’evento CLICCARE QUI!

Cosa c’entra l’amore con lo Stato? E con il lavoro e l’economia?
La coppia può davvero essere la base di un intero ordine sociale?


La famiglia nucleare è una costruzione del patriarcato, che spacciandola come unica forma di convivenza possibile, unica fonte e unico luogo di felicità per uomini e donne, la utilizza a proprio vantaggio, fino al limite delle sue capacità.


L’autrice, in modo preciso e documentato propone alternative possibili, individuando modelli di convivenza “umana” basati sul dono materno, sulla “cura”, che guardano alle società matrilineari e spezzano la triade padre-madre-figlio/i.

Pubblicato il

Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo – recensione su Donnexdiritti.com

Oggi è uscita su Donnexdiritti.com un’interessante presentazione di Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo. PuntoG. Il femminismo al G8 di Genova (2001-2021) di Monica Lanfranco.

«Il libro è il racconto, personale e politico, non solo degli eventi, ma anche di elaborazioni politiche e progetti femministi purtroppo occultati dai fatti di luglio 2001.»

Per leggere l’articolo completo, CLICCA QUI.

Pubblicato il

Se la felicità… : recensione su Feministpost.it

Copertina Se la felicità...

Oggi su Feministpost.it è stata pubblicata un’interessante riflessione su Se la felicità… di Alessandra Bocchetti scritta da Marina Terragni.

“È il 21 marzo 1992. Alessandra Bocchetti, femminista fondatrice del Centro Culturale Virginia Woolf di Roma, chiama a confrontarsi due protagoniste e testimoni – ciascuna a modo proprio – di quel passaggio storico. Di fronte a una platea femminile gremita e attenta Christa Wolf, cittadina dell’ex DDR e autrice dell’amatissimo Cassandra, e la comunista Rossana Rossanda, impegnata a fare i conti con il fallimento del socialismo reale, progetto a cui Rossanda ha dedicato tutta la sua vita di intellettuale politica.”

da: Bocchetti, Rossanda, Wolf: Se la felicità… su Feministpost.it

Per leggere l’articolo completo, clicca QUI!

Pubblicato il

Elogio dei corpi delle donne: recensione su Il Fatto Quotidiano

Copertina elogio dei corpi delle donne

Oggi è stata pubblicata sul sito de Il Fatto Quotidiano un’interessante recensione attualizzante di Elogio dei corpi delle donne di Gloria Steinem scritta da Deborah Ardilli, storica del femminismo e curatrice del volume.

“Appartiene alla definizione stessa di donna all’interno di una società patriarcale l’esposizione a un destino di oggettivazione sessuale che, per compiersi, necessita di una manipolazione corporea adibita a rendere visibile e palpabile la differenza — ovvero, fuor di eufemismi, la gerarchia economica, politica e sociale — tra i sessi.”

da: Elogio dell’insubordinazione: Gloria Steinem e i corpi delle donne (40 anni dopo) di Deborah Ardilli su Il Fatto Quotidiano

Per leggere l’intero articolo, clicca QUI!

Pubblicato il

Esplorando l’editoria femminista: incontro online con VandA edizioni – La Casa delle Donne di Milano

Locandina dell'evento "Esplorando l'editoria femminista"

Lo scorso 24 marzo la Casa delle Donne di Milano ha organizzato un incontro online sull’editoria femminista. Abbiamo parlato di noi e della nostra esperienza con VandA. In caso te lo fossi perso, ora puoi recuperare cliccando sul link qui sotto!

Video dell’incontro online sull’editoria femminista con VandA edizioni e La Casa delle Donne di Milano
Pubblicato il

Scritture sul corpo: viaggio nell’editoria indipendente con VandA edizioni – DonneXDiritti

Oggi, venerdì 2 aprile, non perdetevi questo incontro dedicato solo a VandA! Alle ore 18.00, connettetevi al webinar in diretta sulla pagina Facebook di DonneXDiritti.

Al link qui sotto, l’articolo di Feministpost.it!

Pubblicato il

“Homo donans. Per un’economia del materno”, Genevieve Vaughan

Per Genevieve Vaughan linguaggio e scambio (il commercio, il mercato) non sono poi così distanti. In entrambi, secondo l’autrice, non si fa altro che soddisfare un bisogno.

C’è però nel linguaggio un senso di condivisione che nello scambio è del tutto assente. 

In Homo donans. Per un’economia del materno l’autrice rintraccia un aspetto fondamentale del nostro essere umani: la pratica del dono che consiste in un ascolto attento e sincero dell’altro e dei suoi bisogni. 

In un’indagine che si snoda tra femminismo, linguistica, semiotica, economia e antropologia Genevieve Vaughan propone di riscoprire il valore del dono per farne un nuovo tipo di economia. 

Leggine un estratto…

“Secondo quanto sostiene David Gilmore nel suo testo Manhood in the Making (“Mascolinità in costruzione”, 1990), i valori adottati dagli uomini nel processo di formazione della propria identità possono essere ricondotti a una sorta di “copione della mascolinità” che rimane relativamente invariato a seconda delle diverse culture. Valori quali indipendenza, competitività, eccellenza performativa, coraggio, robusta costituzione e grossa taglia compongono i parametri di questo copione che viene adottato e costruito dai maschi per distinguersi dalle madri.

Credo che possiamo facilmente riconoscere quanto questi valori siano analoghi a quelli del capitalismo: autonomia, competitività, eccellenza performativa, attitudine al rischio e status elevato in base alla “taglia” sociale, per possedere più ricchezza o potere. Avendo abbandonato la pratica del dono unilaterale sia come genere sia come modello di produzione e distribuzione, potrebbe sembrare che solo tramite la legge o il rigore morale e religioso gli uomini (e le donne che vivono all’interno di un sistema capitalistico) possano venire persuasi a prestare attenzione ai bisogni altrui.

Eppure il perseguimento esclusivo del proprio interesse è un vicolo cieco dal punto di vista psicologico. Chi lo pratica finisce per trovare la propria vita priva di “significato”. Trovare significati a livello individuale è impresa virtualmente impossibile giacché, nel linguaggio come nella vita, il significato è legato alla comunicazione e all’orientamento verso l’altro. Ci aggrappiamo alla legge del prototipo maschile come misura del nostro comportamento ma ciò non serve a ricondurci sulla strada del dono, che ci appare sempre più un impossibile e non realistico Eden.

Nel frattempo il modello economico proposto dal copione della mascolinità continua a costruire un anti-Eden, creando miseria laddove dovrebbe esserci abbondanza, gratificando pochi con averi in quantità sempre maggiore e penalizzando molti, innalzando un muro oltre al quale l’Eden del donare rimane celato.

Uno dei vantaggi che il capitalismo ha avuto – forse il suo unico risvolto positivo – è che, attraverso l’istituzionalizzazione dei valori appartenenti al copione della mascolinità e all’introduzione delle donne nella forza lavoro retribuita, esso ha dimostrato che quei valori ipoteticamente “maschili” non poggiano affatto su fondamenta biologiche, considerato che le donne sono state in grado di adottarli con altrettanto successo. Una società basata sul dono unilaterale sarebbe in grado di dimostrare, istituzionalizzando il copione delle cure materne, che nemmeno quei processi sono limitati biologicamente alle femmine”.

Ti è piaciuto questo libro: lo trovi qui “Homo donans. Per un’economia del materno ”, Genevieve Vaughan

Pubblicato il

Perché le donne competono fra loro

copertina-de-il-conflitto-fra-le-donne-di-Sofie-della-Vanth

Il conflitto fra le donne… non è un problemino fra isteriche ma il retaggio di un’antica ferita”, Sofie della Vanth.

Carla Lonzi diceva che la donna appartiene alla specie dei vinti ma non vuole ripetere la storia dei vincitori.

Un’operazione non sempre facile però, soprattutto quando anziché allearsi con le altre si compete. Ma perché proprio noi donne tanto famose per la nostra capacità di tessere relazioni siamo, tra di noi, così in conflitto?

Sofie della Vanth in “Il conflitto fra donne… non è un problemino fra isteriche ma il retaggio di un’antica ferita” indaga a fondo questo tema aiutandoci a fare un esercizio di autocoscienza perché solo ponendo il problema potremo affrontarlo. 

Ti ha incuriosito questo libro? Leggi di più…

“Normalmente il conflitto fra le donne viene percepito come una faccenda privata e tacitamente accettato come condizione normale, senza un’analisi del momento storico, del tessuto politico-sociale, del paradigma della nostra società “civilizzata” in cui esso si manifesta.

Ci sono due principali contestazioni sollevate di frequente quando si parla del conflitto fra le donne, che poggiano su un pensiero generico – e non di genere –, come se non si fosse arrivate/i a comprendere fino in fondo il significato rivoluzionario del femminismo per la nostra società di oggi e di domani.

La prima dice: “Io non ho conflitti con le donne e non li conosco, non esistono nella mia vita”.

Senz’altro ci sono donne che non hanno esplosioni conflittuali in atto nella loro storia personale, lacerazioni aperte o sfuriate pubbliche e che stanno bene più o meno con tutte e con tutti, essendo bravissime diplomatiche, capaci di gestire situazioni precarie. Ciò però non vuol dire che non conoscano il conflitto, o che non ci sia. A volte si svela nell’irritata osservazione del comportamento conflittuale di amiche, incompreso come tale e considerato piuttosto una noiosa perdita di tempo e di energie. A volte si nasconde bene, come succede sovente anche tra le donne che subiscono violenza domestica. Bisogna aprire la scatola e spiegare cosa si intende per conflitto, come altrettanto bisogna spiegare come si articola la violenza – una botta di là, una denigrazione di qua – per cogliere la realtà del fenomeno. Soltanto riconoscendolo si può evitare l’applicazione del so­lito giudizio maschile, e spesso delle stesse donne sulle don­ne e le loro bizze, per aprire alla possibilità di accogliere e considerare una verità più ampia.

L’altra contestazione dice: “Non c’è differenza tra i conflitti fra le donne e i conflitti fra donne e uomini o fra uomini”.

C’è invece.

C’è differenza fra un conflitto con un oppressore o tra oppressi. Di fatto non esiste per le donne parità nella società attuale ed è indispensabile riconoscere questo come un aspetto determinante. Il campo in cui si svolge il contrasto definisce una disparità fra i sessi, e quindi le modalità e i limiti del rapporto, le speranze, le aspettative, le valutazioni sociali e il naturale accesso al potere personale.

Un altro elemento determinante è che le donne entrano subito in sintonia fra loro su un livello poco praticato, poco percepito coscientemente – se non proibito – nella cultura attuale. Vivono immediatamente un sapere disponibile e condiviso. Questa coesione tocca e attiva il “campo morfico” (di cui parleremo) femminile, in cui esistono contenuti non condivisibili con altre specie e neanche con gli uomini. Sebbene durante l’Inquisizione siano stati bruciati anche uomini, la maggior parte dei roghi è stata riservata alle donne quali rappresentanti della cultura pagana, matriarcale e del sapere femminile in collegamento con la Natura e la Terra. Questa eredità storica ricopre le donne di vergogna, umiliazione, terrore, sfiducia, negando le loro facoltà intrinseche. Impedisce di vivere serenamente nell’adempi­mento della pienezza e integrità e si riversa in modo differente, rispetto agli uomini, nel rapporto fra loro.

In seguito a questo sconvolgimento culturale la donna nasce, da diversi secoli oramai e ancora oggi, nella convinzione di essere colpevole, sporca, inferiore e incapace, appendice di un “qualcun altro”, il solo in grado di comprendere com’è fatta la vita e come bisogna fare. Sarebbe ingenuo credere che sia un fatto su cui è possibile sorvolare.

Bisogna scavare nel profondo per tematizzare il conflitto fra le donne come fenomeno e inventare un linguaggio adeguato per descrivere cosa sta davvero succedendo, quanto fa male, quanto occupa i nostri pensieri. Spesso rimane lì come un ulteriore avvenimento non definibile anche se ci fa soffrire, anche se limita le possibilità di realizzare progetti fra donne e lascia ferite che ci rendono caute e rassegnate, che ci incitano a rinunciare e a ignorare le vocine che cantano di altro”.

Ti è piaciuto questo brano? Trovi il libro qui: “Il conflitto fra le donne… non è un problemino fra isteriche ma il retaggio di un’antica ferita”, Sofie della Vanth.

 

Pubblicato il

“Le radici materne dell’economia del dono”, Genevieve Vaughan

donna-incinta-con-mani-su-grembo
copertina-le-radici-materne-dell'-economia-del-dono

Le madri sono abituate a dare sostentamento gratis.

Da bambini infatti non possiamo dare alcun ritorno, perciò è compito della madre fare attenzione ai nostri bisogni e trovare il modo di soddisfarli.

Secondo l’autrice di “Le radici materne dell’economia del dono” è verso i 3-4 anni che iniziamo a capire che se diamo per primi qualcosa potremmo ricevere qualcos’altro in cambio. Una logica, spiega Genevieve Vaughan, molto diversa dal dono.

L’economia dello scambio, a differenza del dono, è infatti fondata sull’utilitarismo: do per avere qualcosa. Un sistema che conosciamo bene e che ha portato alla difficile situazione in cui ci ritroviamo oggi ossia un sistema parassitario che arricchisce i molti sulle spalle dei pochi e che trae profitto proprio dal dono.

Un’alternativa c’è ed è possibile per questo l’autrice condivide le esperienze dei popoli indigeni del Nord e del Sud del mondo dove i valori materni sono ancora al centro della società sia per gli uomini che per le donne. 

Leggine un estratto…  

“Siamo forse alla fine? Che cosa possiamo fare? Von Werlhof (2011) sottolinea come una reale alternativa al patriarcato capitalista debba necessariamente essere “profonda”, altrimenti è destinata a fallire. Per questo dobbiamo riconoscere le radici mortali di questo sistema a tutti i livelli della società, della storia, della vita individuale e del pianeta. L’alternativa deve essere non-capitalista e non-patriarcale, incentrata sui resti della cosiddetta “seconda cultura”, una cultura matriarcale e basata sul dono all’interno della società patriarcale senza la quale non potremmo sopravvivere (von Werlhof 2011).

Per quanto queste rimanenze siano state rese invisibili agli occhi della maggior parte di noi attraverso la violenza, possono ancora ritrovare visibilità ed essere riportate alla consapevolezza. Immaginate un mondo in cui non si diano e non si ricevano doni, in cui non ci siano cure materne o accudimento: un simile mondo crollerebbe all’istante, la sopravvivenza sarebbe impossibile. Per poter sopravvivere dobbiamo lasciarci alle spalle la mega-macchina e riconnetterci alle pratiche materne datrici di vita in ogni dimensione della vita: lasciare per vivere!”

Ti è piaciuto questo libro? Lo trovi qui: “Le radici materne dell’economia del dono”, Genevieve Vaughan

Pubblicato il

Matte da Scrivere, seconda edizione

Ritorna la scuola di lettura e scrittura creativa Matte da Scrivere di Chiara Aurora Giunta in collaborazione con VandA.ePublishing.

Le regole della lettura e della scrittura per scoprire il mondo segreto degli scrittori. Parleremo insieme dei percorsi della creatività, dei misteri dell’ispirazione, della nascita dei personaggi, della rilevanza delle descrizioni di ambienti, della funzione dei dialoghi e del modo più consono di articolarli, della tessitura delle trame e di altro ancora. Il corso è rivolto a coloro i quali amano leggere o desiderano cimentarsi nell’arte della scrittura creativa. Dialogheremo del mondo nascosto dietro storie avvincenti e della loro relazione con il mondo reale e le esperienze personali, di modo che la lettura diventi un’esperienza più vasta e coinvolgente. Il percorso aiuterà i lettori a vedere oltre la pagina stampata e gli aspiranti scrittori a esprimere la propria creatività. Saranno presenti ospiti (scrittori ed editor) per raccontare le loro esperienze e rispondere alle vostre domande.
Come ogni anno, alla fine del corso i lavori prodotti e ritenuti validi saranno pubblicati dalla casa editrice VandA, promotrice dei corsi. Il primo volume di MATTE DA SCRIVERE sarà pubblicato a novembre 2019.
Vi aspetto ansiosa di condividere con voi le mie esperienze di autrice.
Chiara Aurora Giunta

Corsi a Milano presso VandA, via Cenisio,16
email: mattedascrivere@vandaepublishing.com
telefono (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00): 340 8019586

Corso base (€ 300,00):
Primo incontro: 3/10/2019, h. 17,15
Secondo incontro: 4/10/2019, h. 17,15
Terzo incontro: 21/11/2019, h. 17,15
Quarto incontro: 22/ 11/2019, h. 17,15
Quinto incontro: 23/01/2020, h. 17,15
Sesto incontro: 20/02/2020, h. 17,15
Settimo incontro: 20/03/2020, h. 17,15
Ottavo incontro: 7/05/2020, h. 17,15

Corso avanzato (€ 300,00):
Primo incontro: 26/11/2019, h. 17,45
Secondo incontro: 24/01/2020, h. 17,45
Terzo incontro: 12/02/2020, h. 17,45
Quarto incontro: 19/03/2020, h. 17,45
Quinto incontro: 21/04/2020, h. 17,45
Sesto incontro: 08/05/2020, h. 17,45

Corsi a Catania presso libreria Pescebanana, via Umberto 199
email: mattedascrivere@vandaepublishing.com
Telefono: 095434159

Corso base (€ 300,00):
Primo incontro: 29/09/2019, h.17,30
Secondo incontro: 01/10/2019, h.17,30
Terzo incontro: 07/11/2019, h.17,30
Quarto incontro: 08/11/2019, h.17,30
Quinto incontro: 16/01/2020, h.17,30
Sesto incontro: 17/01/2020, h.17,30
Settimo incontro: 12/03/2020, h.17,30
Ottavo incontro: 13/03/2020, h.17,30

PROGRAMMA DEI CORSI

CORSO BASE
16 ore di cui 4 online
Primo incontro (2h): Ispirazione: come riconoscere una buona idea e trasformarla in una storia.
Secondo incontro (2 h): Buoni scrittori e buoni lettori: raccontare a se stessi prima di scrivere.
Terzo incontro (2 h): La trama come radice del racconto.
Quarto incontro (2 h): La struttura della trama: dall’incipit alla conclusione della storia.
Quinto incontro (2 h): Trame secondarie, funzione e creazione.
Sesto incontro (2 h): I personaggi.
Settimo incontro (2 h): Personaggi principali e secondari.
Ottavo incontro (2 h): Conclusione e revisioni degli elaborati.

CORSO AVANZATO
12 ore di cui 8 online
Primo incontro (2 h): La voce narrante: coinvolgimento o distanza.
Secondo incontro (2 h): I luoghi e i tempi del racconto. Una guida all’ambientazione delle storie.
Terzo incontro (2 h): I dialoghi: regole e spunti.
Quarto incontro (2 h): I dialoghi: diretto o indiretto.
Quinto incontro (2 h): I dialoghi: ascoltare per imparare.
Sesto incontro (2 h): Revisione elaborati e conclusione.

CHIARA AURORA GIUNTA
Chiara Aurora Giunta, catanese d’origine, vive e lavora a Milano. I suoi primi romanzi sono del genere rosa, poi si è dedicata al racconto storico e ai saggi per ragazzi. Ha pubblicato “Partita d’amore” (Mondadori, 1996), “Il mio amore ti salverà” (Mondadori, 2000), “Imparerò ad amarti” (Mondadori, 2001), “Aélis” (Neri Pozza, 2003), “Il velo di Agata” (Neri Pozza, 2008), “Maria Recupero della Pescheria” (VandA, 2017). È inoltre autrice del saggio storico per ragazzi “Rumoroso Risorgimento” (Salani, 2005).


Per maggiori informazioni sui corsi compilare questo modulo:

Errore: Modulo di contatto non trovato.