
Venerdì 3 Dicembre, alle 17:30 presso Centro Ideazione Donne del Giardino dei Ciliegi si terrà la presentazione del libro Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo con l’autrice Monica Lanfranco.
Vi aspettiamo!
Potete trovare il libro qui!

Venerdì 3 Dicembre, alle 17:30 presso Centro Ideazione Donne del Giardino dei Ciliegi si terrà la presentazione del libro Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo con l’autrice Monica Lanfranco.
Vi aspettiamo!
Potete trovare il libro qui!

“Perché parlare ancora di patriarcato”
20 Novembre h.16:00
In streaming
con Carol Gilligan, Naomi Snider, Laura Boella, Marina Calloni e Wanda Tommasi.
In collaborazione con il centro di ricerca dipartimentale ADV (Against Domestic Violence) dell’Università Bicocca.
Quali sono quei meccanismi psicologici, sociali e culturali che permettono al patriarcato di perdurare e di riprodursi nel corso dei millenni, perpetuando discriminazioni e diseguaglianze di genere, nonostante il persistente attivismo dei movimenti internazionali delle donne e la promozione di leggi a favore della parità? L’incontro intende mettere a tema tali questioni, prendendo spunto dal libro su “Perché il patriarcato persiste?”, scritto da Carol Gilligan e Naomi Snider, riconosciute fra le più influenti psicologhe femministe contemporanee. A partire dalla principale tesi sostenuta – secondo la quale il patriarcato assolve a una specifica funzione psicologica, imponendoci di sacrificare l’amore a vantaggio della gerarchia – , sarà sviluppato un dibattito con le autrici e con filosofe che hanno a lungo studiato il fenomeno.

“Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo. Il femminismo al G8 di Genova”
20 Novembre h.16:30
in presenza: Sala Carroponte, Frigoriferi Milanesi, Via Piranesi 10
in streaming
Con Monica Lanfranco e Irene Facheris.
I violenti e sanguinosi fatti avvenuti a luglio del 2001 durante il G8 di Genova, hanno occultato per anni le elaborazioni politiche e i progetti femministi delle 1500 attiviste pacifiche che si erano riunite in quell’occasione. Monica Lanfranco, autrice di Voi siete in gabbia, noi stiamo il mondo. Punto G. Il femminismo al G8 di Genova (2001-2021), e l’attivista Irene Facheris discuteranno insieme di quei contenuti premonitori sui pericoli dell’impatto della globalizzazione neoliberista sulle nostre vite e sul pianeta, oggi più che mai attuali nel dibattito femminista e non solo.


“Donne di Gloria” il più recente articolo che tratta del nostro libro Autostima di Gloria Steinem.
Ecco un estratto:
❝GLORIA STEINEM È UNA DELLE ATTIVISTE FEMMINISTE PIÙ INFLUENTI DELLA STORIA AMERICANA MODERNA. È RICONOSCIUTA IN TUTTO IL MONDO COME UNA VOCE POTENTE SUI TEMI DELL’UGUAGLIANZA. IN ITALIA VIENE RIPUBBLICATO AUTOSTIMA – LA RIVOLUZIONE PARTE DA TE, DA UNA CASA EDITRICE FEMMINISTA, ALTRETTANTO RIVOLUZIONARIA, VANDA.EDIZIONI. L’ATTESO RITORNO DI UN CLASSICO BESTSELLER CON OLTRE UN MILIONE DI COPIE VENDUTE NEL MONDO E TRADOTTO IN 46 PAESI. UN CLASSICO CHE NAOMI WOLF HA DEFINITO: “IL LIBRO CHE POTREBBE PORTARE LA RAZZA UMANA A SALVARSI”.
Gloria Marie Steinem è una giornalista femminista, leader e portavoce del movimento femminista americano nato alla fine degli anni Sessanta.
Il saggio di Gloria Steinem Autostima – La rivoluzione parte da te (VandA.edizioni) è diretto a tutti, sia donne che uomini. Ed è illuminante, in quanto svela quanto il sistema sociale patriarcale in cui viviamo sia causa dell’erosione della stima di sé. Non si tratta di un libro motivazionale, non è un saggio su come affrontare le difficoltà della vita con il sorriso. No, è un mondo che si apre svelando la realtà, la forza delle donne e la potenza delle parole.❞

Lo spirito battagliero di Gloria Steinem – il titolo dell’articolo relativo al nostro libro “Autostima” di Gloria Steinem presente su iO Donna il 6 Novembre 2021, dopo una fantastica partecipazione dell’attivista al Festival L’Eredità delle Donne a Firenze.
❝ È bionda, allegra, vestita di rosso e la stanza dove entra risuona del tintinnio dei suoi numerosi bracciali. Gloria Steinem ha compiuto 87 anni ma sembra ancora la ragazza spavalda che negli anni Settanta incitava le donne a unirsi contro una minoranza di politici maschi e bianchi che pretendevano di legiferare sul controllo del loro utero.
Sembra passata un’èra geologica eppure siamo ancora qui a lottare contro pregiudizi, stereotipi e leggi liberticide che pretendono di riportare indietro le lancette dell’orologio e decidere come sempre sul corpo delle donne.
Gloria non ha perso il suo spirito battagliero e a Firenze, dove è intervenuta al Festival dell’Eredità delle Donne, parla con toni accesi della nuova legge del Texas contro l’aborto. ❞
Potete trovare Autostima sul nostro sito, sia in versione cartacea che in ebook.

Oggi su Intersezionale.com è stata pubblicata un’interessante riflessione scritta da Marco Reggio su Il caso del cane marrone. La storia di un monumento che ha diviso una nazione di Peter Mason.
Per leggere l’articolo, clicca QUI.

Ecco una serie di nostri titoli in relazione al DDL Zan:
Buona lettura!

Oggi, 21 Ottobre, su “Il Foglio” Marina Valensise recensisce “Racconti Italiani” di François Koltès.
Qui sotto potete leggere l’articolo.


Domenica 24 Ottobre alle 22:30, su Radio 24 nel programma Un Libro Tira l’Altro di Salvatore Carrubba, verrà recensito il libro Racconti Italiani, del nostro autore François Koltès.
Clicca qui per il link per scaricare la diretta.
Vi invitiamo ad ascoltare!

VandA Edizioni partecipa alla XXXIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 14 al 18 ottobre.
Vi aspettiamo numerosi al padiglione ovale, stand W12-211!

Il nostro evento per la presentazione di Racconti Italiani di François Koltès è stato segnalato sulla Repubblica!

Vi ricordiamo che la presentazione sarà questa sera, Lunedì 11 Ottobre alle 18:30 al Cafè Rouge del Teatro Franco Parenti di Milano.
Vi aspettiamo numerosi!

È uscito un articolo sull’incontro di presentazione di Racconti Italiani su lepetitjournal.com, web magazine dedicato alla comunità francese a Milano.
Puoi leggerlo QUI.
Insieme all’autore François Koltès interverrà Oliviero Ponte di Pino e Marina Senesi leggerà alcuni brani del libro.
Il biglietto di ingresso è di 5€ e sarà possibile comprare il libro Racconti Italiani a un prezzo speciale di 10€ invece che 15€.
Vi aspettiamo!

Lo sapevi?
Saremo al Salone Internazionale del Libro di Torino!
Domenica 17 Ottobre alle 15:00 saranno presenti due ospiti speciali.
Rossana Carturan, autrice di Marinella, e la nostra autrice Monica Lanfranco, autrice di Voi Siete in Gabbia, Noi Siamo il Mondo. L’evento sarà moderato da Angela Di Luciano di VandA Edizioni.
Oltre a questo evento, saremo presenti per tutta la durata del Salone.
Ci puoi trovare al PADIGLIONE OVAL – STAND W12-X11.
Vi aspettiamo numerosi!
Puoi comprare i biglietti per il Salone Internazionale del Libro qui!

Mentelocale.it, il web magazine indispensabile che segnala gli eventi da non perdere a Milano e dintorni, segnala l’incontro di presentazione di Racconti Italiani che si terrà lunedì 11 ottobre alle 18.30 al Café Rouge del Teatro Franco Parenti.
Puoi leggere l’articolo QUI.
Insieme all’autore François Koltès interverrà Oliviero Ponte di Pino e Marina Senesi leggerà alcuni brani del libro.
Il biglietto di ingresso è di 5€ e sarà possibile comprare il libro Racconti Italiani a un prezzo speciale di 10€ invece che 15€.
Vi aspettiamo!

Grazie Fiorella Fumagalli per aver segnalato l’incontro di presentazione di Racconti Italiani sull’ultimo numero di TuttoMilano, settimanale di appuntamenti, spettacoli ed eventi per il tempo libero.
Puoi leggere l’articolo QUI.
Ricordiamo che l’incontro si terrà lunedi 11 Ottobre alle ore 18.30, presso il Café Rouge del Teatro Franco Parenti di Milano. Insieme con François Koltès interverrà Oliviero Ponte di Pino e Marina Senesi leggerà alcuni brani del libro.
Il biglietto di ingresso è di 5€ e sarà possibile comprare il libro Racconti Italiani a un prezzo speciale di 10€ invece che 15€.
Vi aspettiamo!

Ecco qui un estratto dal libro Aphra Behn, l’incomparabile Astrea di Vita Sackville-West in uscita il 20 Ottobre.
Potete preordinare il libro qui, anche in versione e-book!
❝Aphra Behn, quella signora affabile «che indossa una vestaglia slacciata, con il collo e i seni scoperti… Che fuoco ha negli occhi! Che passione nei movimenti! Quanta sicurezza nella sua espressione!». Quella signora nasce a Wye, vicino a Canterbury, nell’estate del 1640 e da giovanissima scompare dalle coste dell’Inghilterra e dalle pagine di una biografia rispettabile. Dal momento in cui, neonata, fu portata in braccio oltre i campi di luppolo nella chiesa ai piedi della collina verde di Wye, intraprese una carriera ricca di controversie e contraddizioni. La sua famiglia, il luogo di nascita, il ceto sociale del padre, la grafia del nome, i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, la grafia del cognome del marito, la stessa esistenza di un marito, sono tutti stati oggetto di discussione. Il che rende la questione particolarmente delicata e stimolante per il biografo. Dovrà chiamarla Aphra, Ayfara, Aphara, Aphora, Afra, Apharra, Afara o, ancor più fantasticamente, Aphaw o addirittura Fyhare? Dovrà chiamarla Amis o Johnson? Dovrà scrivere Behn, Bhen o Behen? Dovrà tenerla a Wye o spedirla in Suriname? Se la spedisce in Suriname, deve spedircela una o due volte? Deve credere a Van der Albert e a Van Bruin? Lei riposa sotto una lastra di marmo nero nell’Abbazia di Westminster e non può rispondere a queste domande.
Ma diciamo subito che Aphra Behn non è Shakespeare, a proposito del quale il più piccolo indizio su un particolare della vita sarebbe considerato prezioso e degno di essere indagato. Il biografo che si fa strada nel groviglio di date e di fatti, che si avventa con gioia su qualche inaspettata conferma, che fa a pezzi, distrugge e infine scarta definitivamente qualche teoria plausibile, dipanando una storia con la pazienza con cui si dipana un filo imbrogliato e lo si riavvolge in un gomitolo ordinato – il biografo potrebbe farsi tentare da analisi così minuziose da risultare solo noiose per il lettore comune. È già abbastanza se riuscirà a convincere il lettore a prendere per buono il suo bagaglio di conoscenze specifiche e a permettergli di tracciare un’immagine più nitida, l’immagine della signora Behn nella sua vestaglia slacciata, una donna magari un po’ trasandata e spesso un po’ volgare, ma sempre generosa, calorosa e gentile, che lavora sodo scrivendo in fretta i suoi dialoghi in una squallida stanza londinese. Ogni tanto è interrotta dai giovani scribacchini di Grub Street che bussano alla porta, certi di essere accolti da battute scherzose, solidarietà e buonsenso e – se necessario – dal soccorso di un borsellino di solito non troppo pieno. Una volta il nome di Aphra Behn si poteva a stento pronunciare, o lo si pronunciava solo scusandosene: quel nome era sinonimo di tutto ciò che di osceno vi era nella vita e nella letteratura. «Era solo una sgualdrina», afferma uno scrittore con tono irritato e altezzoso, «che danzava nel lerciume». Eppure, anche se ambienta le sue scene in bordelli e camere da letto, se il suo linguaggio non è consigliabile ai delicati di stomaco e se nella vita privata ha seguito i dettami della propria inclinazione piuttosto che quelli della morale convenzionale, nella storia della letteratura inglese Aphra Behn rappresenta qualcosa di molto più importante di una semplice sgualdrina. Il fatto che abbia scritto è molto più importante della qualità di ciò che ha scritto. Aphra Behn è importante perché è stata la prima donna in Inghilterra a guadagnarsi da vivere con la penna.
È vero, l’impareggiabile Orinda aveva preceduto l’incomparabile Astrea. Ma Orinda non era una scrittrice professionista. Non doveva guadagnarsi da vivere. Non era né romanziera, né drammaturga: era solo una ricca dilettante che si occupava a tempo perso di poesia, un’apostola dell’amicizia che ospitava un salotto letterario. C’era stata la duchessa di Newcastle, castle era una gran donna, seppur eccentrica, la quale, anche se scrisse – e scrisse freneticamente – per la fama, non può essere considerata in alcun senso del termine una che si mise in competizione nel mondo concorrenziale delle gelosie letterarie. La signora Behn, invece, si gettò nella mischia. Stava a Grub Street insieme ai migliori scrittori, rivendicava gli stessi diritti degli uomini, fu un fenomeno mai visto prima e, quando fu notato, suscitò un’ostilità feroce. La rabbia dei suoi critici e dei suoi rivali fu eguagliata solo dalla sua rabbia per non essere giudicata in maniera imparziale. Era ben consapevole del proprio ruolo di pioniera e sicura di saper portare avanti il compito che aveva intrapreso: la sua lingua e la sua penna divennero taglienti di fronte all’ingiustizia degli attacchi sferrati contro di lei. «Un’opera penosa – dannazione! – perché è di una donna». Benché talvolta arrabbiata e spesso ferita, non si scoraggiò mai. Romanzi, traduzioni, poesie, opere teatrali sgorgarono dalla sua penna, insieme a ingiurie e rappresaglie contro i suoi detrattori. Dal momento in cui iniziò a scrivere fino al giorno della sua morte, non fu mai sconfitta. Con la sua ostinazione ha reso un servizio al suo sesso, e non fu un servizio da poco. Una schiera di donne seguì la strada da lei tracciata con tanta fatica: Elizabeth Rowe, Mary Pix, Eliza Haywood, Jane Barker, Penelope Aubin, Mary de la Rivière Manley, per nominarne solo alcune, furono le sue eredi dirette. Le sue opere forse non vengono lette, ma è in qualità di pioniera che, a sua eterna gloria, dovrebbe essere ricordata…❞
Vi è piaciuto questo estratto?
Correte a preordinare il libro!

Sul Corriere del Mezzogiorno è uscita un’interessante intervista a François Koltès, autore di Racconti Italiani.
Potete leggerla qui:

Andate a comprare una copia del libro!

Sul numero 193 della rivista trimestrale Leggere Donna è stata pubblicata un’interessante recensione del libro Elogio dei corpi delle donne, firmata da Lisa Pareschi.
Potete leggerla QUI.

Mercoledì 20 Ottobre alle ore 18.00, presso il La Casa di Quartiere di Alessandria, in via Verona 116, sarà presentato il libro Voi siete in gabbia, noi siamo il mondo.
Vi aspettiamo numerosi!
A vent’anni dai fatti di Genova un libro importante dal punto di vista delle donne.
Le giovani generazioni domandano sul G8 di Genova del 2001, vogliono sapere, vogliono
capire. Hanno bisogno del racconto reale di chi c’era e di chi il G8 l’ha vissuto sulla propria
pelle. Questo libro è un racconto personale e politico non solo degli eventi, del movimento
e delle istanze, ma anche di elaborazioni politiche e dei progetti femministi purtroppo
occultati dai fatti di luglio del 2001. La morte, la violenza, il sangue, gli abusi, la ferita
inferta alla democrazia hanno seppellito a lungo, inevitabilmente, i contenuti dello sguardo
femminista di allora, che furono fortemente profetici riguardo ai pericoli dell’impatto della
globalizzazione neoliberista sulle nostre vite e sul pianeta. Questo sguardo, allora
premonitore, è ancora oggi limpido, attuale e più che mai necessario.
Monica Lanfranco è giornalista, scrittrice e formatrice, conduce corsi sulla comunicazione e il linguaggio non sessista, la storia del movimento delle donne, la risoluzione nonviolenta dei conflitti. Nel 2008 ha fondato Altradimora, vicino ad Acqui Terme, luogo di seminari e incontri con ottica femminista. Dal suo libro Uomini che odiano amano le donne. Virilità, sesso, violenza: la parola ai maschi (2012) nasce il primo laboratorio di teatro sociale italiano per uomini, Manutenzioni-Uomini a nudo. Tra le pubblicazioni più recenti, Crescere uomini (2019). Dal 1994 dirige il trimestrale femminista Marea www.monicalanfranco.it

Lunedi 11 Ottobre alle ore 18.30, presso il Café Rouge del Teatro Franco Parenti di Milano, sarà presentato il libro Racconti Italiani di François Koltès.
Il biglietto di ingresso è di 5€ e sarà possibile comprare il libro Racconti Italiani a un prezzo speciale di 10€ invece che 15€.
«Non c’è nulla di arrogante nel guardare in faccia le persone che ci vengono incontro. Anzi, questo è il minimo che si possa fare, l’inizio di ogni rapporto umano, l’origine del contatto sociale.» – François Koltès, Racconti Italiani
Vi aspettiamo numerosi!

“In Africa, almeno nell’Africa che conosco, ci sono due cose essenziali per la vita, per la dignità, per l’uguaglianza e per il buon funzionamento della società: la salute e la scuola.
Quello che sappiamo è che la mortalità è enorme. Quello che solo a volte sappiamo è che poche persone riescono a raggiungere l’istruzione superiore e che molti non raggiungono nemmeno la scuola secondaria.
I bambini e le donne sono i più colpiti da malattie come la malaria o l’oncocercosi, perché sono i più esposti e i meno protetti. Il più delle volte sono le donne che vanno a prendere l’acqua dove si trova: nelle paludi, nei fiumi e, se sono fortunate, nei pozzi o nelle trivellazioni. Se non possono arrivarci, sono i bambini che portano i venti chili d’acqua sulla testa lungo sentieri che a volte superano i dieci chilometri. Ed è proprio nelle zone umide che molte delle numerose malattie endemiche colpiscono i bambini e le donne. I bambini spesso non hanno il tempo di frequentare la scuola perché devono andare a prendere l’acqua.
Con Action Directe Sahel, un’associazione finanziata esclusivamente da donazioni, costruisco pozzi per aiutare le donne dei villaggi, in modo che loro e i loro bambini possano avere accesso all’acqua, a un’acqua potabile e a una distanza ragionevole dalle loro case.
L’impatto degli oltre 700 pozzi che ho costruito in 40 anni in Togo, Benin, Ghana, Niger e Camerun, anche se non ha cambiato la situazione generale del continente, almeno ha migliorato le condizioni di salute di donne e bambini e ha incrementato la frequenza scolastica nei villaggi.”
(François Koltès)